Prima di Pasqua ho partecipato a due incontri con i cittadini. Due dibattiti come i tanti che vengono quotidianamente organizzati da associazioni, partiti, enti e comitati. Uno dedicato alla necessità di legalità negli appalti, l’altro alla vicenda Stamina, quella del ciarlatano che grazie alla sua faccia tosta e alla credulità incolpevole dei malati, ha tenuto in scacco per mesi l’immagine della sanità italiana.


Affrontare il giorno nuovo, con l’obiettivo di scoprire la città; non la ricerca di una brandello della città storica celato alla vista, ma di una parte in divenire che dovrebbe rappresentare il prossimo cuore pulsante di quella che si preannuncia come la Milano del futuro, ormai prossimo.


Fra pochi giorni verrà eletto un nuovo Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Milano e Provincia. Come tutti gli altri Ordini professionali si tratta di un Ente Pubblico istituito, a differenza di quella che è la percezione generale, per garantire gli utenti dei professionisti iscritti e non per rappresentarli. Per questa ragione non si tratta di un consesso privato avulso dal contesto sociale e che non incide sugli interessi e aspettative della collettività ma si tratta di un organismo che può incidere, nel suo piccolo ma neanche tanto piccolo, sulla vita di tutti i cittadini.


Se chiedessimo a un bambino di 8 anni dove trovare il PGT del Comune di Milano ci risponderebbe, con disarmante ingenuità, di andare sul sito del Comune e di digitare PGT. E avrebbe ragione: perché lì troveremmo tutti i documenti in grande formato da stampare, il regolamento e le norme collegate. Una tonnellata di file che potremmo scaricarci in 3 o 4 ore e poi, con santa pazienza leggerci e studiarci.

Peccato che da semplici cittadini non avremmo delle stampanti per questi grandi disegni e che difficilmente saremmo in grado di leggere le norme e i regolamenti.

E allora  non ci resterebbe che rivolgerci ad un professionista ed entrare, di fatto nella rete delle sue competenze, anche e solo per fare una semplicissima domanda: posso costruirmi una casa dove il nonno mi ha lasciato un piccolo terreno?


 

Da una parte ci sono gli uffici pubblici sottoutilizzati, malamente organizzati, inutilmente energivori e dispersi in ogni dove della città. Un esempio per tutti, ma ce ne sono a decine, il Palazzo della Ragioneria di piazza della Scala dove in 3800 mq di spazi sovradimensionati e inadatti lavorano un numero esiguo di dipendenti pubblici. Un palazzo, opera di Luca Beltrami (1854 -1933), di un alto valore architettonico che riconvertito potrebbe diventare un museo cittadino, così come lo è diventato quello di fronte di proprietà di una Banca. Ma si sa, i banchieri du conti li sanno fa’.


Finalmente ho capito dove sono finiti tutti i caschetti gialli  che non vedo mai nei cantieri. A parte la battuta” la giornata della collera” dovrebbe far riflettere e ricordare a questi signori quando cementificavano e vendevano a mani basse illudendo milioni di cittadini di essere nel paese dei bengodi dove, raggiunta la proprietà di una casa, si raggiungevano la sicurezza e la felicità eterna. E’ vero, la PA ha le sue responsabilità, ma guardiamoci negli occhi con sincerità. il 50% delle norme e delle leggi,