Architetti: Casta ma quanto ci costi?


Fra pochi giorni verrà eletto un nuovo Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Milano e Provincia. Come tutti gli altri Ordini professionali si tratta di un Ente Pubblico istituito, a differenza di quella che è la percezione generale, per garantire gli utenti dei professionisti iscritti e non per rappresentarli. Per questa ragione non si tratta di un consesso privato avulso dal contesto sociale e che non incide sugli interessi e aspettative della collettività ma si tratta di un organismo che può incidere, nel suo piccolo ma neanche tanto piccolo, sulla vita di tutti i cittadini.

Perché un Ordine che svolge con chiarezza la sua funzione, richiamando gli iscritti al rispetto della legge, della deontologia professionale e soprattutto della clientela produce degli effetti a catena che migliorano la vita di tutti i cittadini grazie al miglioramento dei servizi resi. Miglioramento che, al di là degli aspetti biologici si riflette anche, e soprattutto, in una maggiore competitività dei servizi prestati e quindi garantisce risultati economici oggi impensabili in Italia.

È di questi giorni la pubblicazione di uno studio di Michele Pellizzari su lavoce.info in cui l’autore presenta la ricerca OCSE / Piaac, cui ha contribuito, dai risultati deprimenti in cui l’Italia si trova agli ultimi posti per la competenza professionale dei suoi cittadini. Al di là dei dati analitici va letta con attenzione la conclusione in cui l’autore richiama alcune possibili soluzioni a costo zero. Tra queste assume particolare importanza la liberalizzazione dei servizi tra i quali rientrano anche le prestazioni professionali.

Ma in quasi un secolo di vita tutti gli Ordini Professionali, nessuno escluso, millantando una rappresentatività degli iscritti, hanno lottato tenacemente per la difesa dei privilegi corporativi dei loro iscritti, battagliando in tutti i modi per la difesa dei recinti di competenza, contro la liberalizzazione delle tariffe, contro l’apertura dei mercati e l’ampliamento dell’offerta e così via. Un’opera di protezionismo che ha depauperato l’infinito patrimonio di credibilità dei professionisti che oggi lamentano una mancanza di considerazione da parte dei clienti mantenendo però comunque alti i costi dei servizi prestati a fronte di un peggioramento della qualità dell’offerta.

È per questa ragione che la composizione dei Consigli degli Ordini non sono un argomento che non ci riguarda. Che si sia dipendenti pubblici, fattorini, manager o casalinghe sapere chi governerà questi enti è spesso molto importante. È vero, non possiamo partecipare direttamente né possiamo andare a votare. Ma possiamo e dobbiamo far sentire la nostra opinione anche utilizzando i canali propri della politica o tutti gli strumenti che abbiamo, per chiedere una modernizzazione del paese che coinvolga tutte le sue componenti.

Perché niente è privato se coinvolge il bene comune, lo sviluppo, la crescita e il futuro di questo paese. Perché un paese non è guidato solo da un governo, da dei sindaci e da quattro presidenti di regione. Il funzionamento di un paese è l’espressione di come funzionano tutti i suoi ingranaggi. E se ce ne sono alcuni (in Italia forse quasi tutti) che girano al contrario, il paese, nella migliore delle ipotesi, rallenta e spesso si arena nelle secche.

Pubblicato su arcipelagomilano.org del 24 10 2013

 

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