A testa alta, a viso aperto, a schiena dritta


Sostenitori di Giuliano Pisapia

Un amico, saldamente al comando della macchina renziana, cerca di imbarazzarti ricordandoti gli errori di Civati e una tua presunta vicinanza con lo sconfitto; pochi minuti dopo, un’amica, per cui nutri profonda stima e che spesso difendi oltre il difendibile,  senza farti domande o cercare di capire gli avvenimenti, ti insulta sia privatamente sia pubblicamente perché, con un suo “nemico ” giurato, sviluppi una proposta operativa , a cui lei non ha voluto minimamente dare ascolto.

A chiudere la serata una militante di vecchia data che non accetta di mettere in dubbio nessuna delle certezze che l’hanno accompagnata negli ultimi trent’anni e si schernisce se manifesti qualche dubbio

E allora? Allora ti viene in mente Giovanni Colonna. Il tuo professore di Italiano e Latino del liceo che ti regalò tante pillole di saggezza, ma soprattutto “il Tradimento dei Chierici“, un illuminante testo di Julien Benda.

Un testo che era diventato introvabile e che Einaudi ha rieditato da poco, probabilmente per l’attualità dei suoi principi che invitano tutti, ma soprattutto gli intellettuali, all’equidistanza e all’esercizio dello spirito critico di controllo dell’attività dei politici.

E lo spirito critico non è tifo, non è sudditanza, non è omogenizzazione.

Chi fa politica deve sapere che, come tutti noi, è giudicato per il suo lavoro e che come per tutti noi, gli esami non finiscono mai.

Ma deve aver ben presente che là fuori,  loro sì  ” a testa alta, a viso aperto, a schiena dritta“, (1)  molti cittadini oltre a lavorare per il loro benessere, si dedicano anche al bene comune.

E lo fanno dialogando con tutti, ascoltando soprattutto chi non è d’accordo, chi pensa che le loro idee siano sbagliate e i loro progetti irrealizzabili.

Perché noi non abbiamo bisogno di adulatori, di cortigiani, di signorsì, e soprattutto non stiamo difendendo la nostra poltrona.

Noi siamo abituati a lavorare per raggiungere dei risultati, e sappiamo che questo è possibile solo beneficiando delle capacità di tutti, soprattutto di coloro che ci esprimono delle criticità.

Questo paese lo hanno cambiato uomini come Enrico Mattei che, contro la volontà dei politici, hanno perseguito il loro disegno di garantire al nostro paese crescita , autonomia, progresso.

Senza raggiungere l’arroganza del padre dell’Eni , che gli fece dire  ” uso i partiti allo stesso modo di come uso i taxi: salgo, pago la corsa, scendo”, noi cittadini dobbiamo assolutamente riconquistare la nostra centralità uscendo dal ruolo di questuanti del favore di questo o quell’amministratore.

Non si tratta di essere Grillini e autodistruttivi, si tratta di  riconsiderare il ruolo di chi è pagato per raggiungere e soddisfare i nostri obiettivi. .

E di farglielo capire una volta per tutte.

 

 

 

(1) Matteo Renzi  – Assemblea Partito Democratico – 14 dicembre 2014

 

 

 

Annunci