Mi han fatto una fattura: non so come è potuto accadere.


L’amica Cinzia Sasso lancia dal suo Blog  la crociata dello scontrino.

http://parla-con-noi-d.blogautore.repubblica.it/2013/06/26/la-crociata-dello-scontrino/

Si tratta dell’ennesimo rilancio, in tanti l’hanno preceduta, e sicuramente male non fa.

E saranno molti quelli che si diranno disponibili ad entrare nelle file delle truppe scontrinatrici.

Questo perché superato l’imbarazzo di diventare antipatici agli occhi del barista di tutti i giorni o della commessa della salumeria sotto casa, sarà bello passare per integerrimi difensori della legalità. Un po’ di purezza non guasta . Soprattutto se non costa niente e a pagare sono altri.

Perché con o senza scontrino il prezzo di quanto abbiamo acquistato non cambia.

Ma il salto di qualità, l’ostacolo insormontabile, sarà invece la FATTURA.  Sarà un caso, ma pensando ai sinonimi, si tratta comunque di qualcosa di inquietante, pericoloso, oscuro.

Qualcosa che compratore e venditore vivono come una vera jattura.

Perché qui casca l’asino. La vera campagna sarà quella di convincerci a farci rilasciare la fattura, con il relativo 21% di aggravio Iva, dal muratore, l’artigiano, l’elettricista o il mobiliere.

Quel 21% che ci rende facilmente complici dell’evasore. Anzi, ci convince che l’evasore sia lui, mentre noi siamo le povere vittime di chi froda il fisco.

Avete presente quelle belle signore ossigenate della buona borghesia milanese che accusano l’idraulico di guadagnare  più dei loro poveri mariti, perché ” per farmi la fattura voleva il 21% in più: tutto per non pagare le tasse e arricchirsi sulle mie spalle”

L’evasore è sempre l’altro: noi, duri e puri, continueremo a chiedere lo scontrino.

Per le fatture bisogna aspettare un po’, anche se solo con queste ripianeremmo il deficit del fisco, alla faccia di rutti gli scontrini d’Italia

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