Mi sbagliavo: gli architetti vanno controllati


Ho sempre pensato che l’architettura, come forma di espressione, non andasse mai messa in discussione nè, tantomeno censurata. Ho sempre ritenuto che in una città di buon livello culturale il giudizio l’avrebbero dato i cittadini non beneficiando, comprandoli o affittandoli, di alloggi nelle oscenità architettoniche.  Ma così purtroppo non è ( basta vedere la risposta della Presidentessa ADI ), e il progetto di Perrotta, per l’area ex enel di Milano, ( http://areaxenel.com/) mi fa fortemente ricredere. E’ un progetto che offende tutti coloro che hanno frequentato  una facoltà di architettura e che merita assolutamente una decisa e forte censura. E’ un progetto che dimostra come la Commissione Edilizia del Comune di Milano sia un organismo non solo inutile ma anche dannoso. E’ un progetto che impone l’intervento dei cittadini preventivamente e che dimostra che, se di controllo di architettura si deve parlare, questo deve essere condiviso con tutta la cittadinaza. Perchè quando il nostro intervento riguarda un pezzo di città non è pensabile che si sviluppi con la sola arroganza del nostro gesto “creativo”. E non è pensabile che venga giudicato, in segrete stanze, da 10 soloni in mezza giornata.Quindi sottoscrivo il pensiero di Biondillo e amici, e propongo di ampliare il discorso al ruolo di controllo e verifica dell’amministrazione comunale che, anche in questo caso, si è limitato agli aspetti legali e burocratici. Con bella pace della tanto decantata democrazia partecipata.

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