FRANCO, PERCHÈ NON TI STACCHI LA SPINA?


Fin che il tempo me lo ha concesso ho fatto parte dei Comitati x Milano,  già Comitati x Pisapia.

I comitati composti da tutti quei cittadini che si erano spesi per far eleggere Giuliano Pisapia Sindaco di Milano, e che, finita l’esperienza elettorale hanno continuato a lavorare per dare forma e vita alle prospettive di cambiamento promesse.

Quelli che a pieno titolo possono essere definiti il Popolo Arancione, quel popolo di persone disinteressate, che non hanno ricevuto niente in cambio del loro impegno, ma che continuano a lavorare e a dedicare molto del loro tempo per coltivare, capillarmente,  l’humus necessario a far crescere Milano.

Quel popolo che fino a ieri non ha mai avuto un leader ma si è mosso in assoluta autonomia, senza neanche un portavoce.

Ma da oggi, finalmente il leader c’è.

Gli Arancioni non lo sanno, ma finalmente c’è chi parla per loro, perora la loro causa, battezza i candidati e li conduce alla vittoria.

Con uno splendido lavoro, incominciato già  il giorno della vittoria, Franco “staccate la spina” D’Alfonso, si è finalmente autonominato “ideologo del popolo Arancione”, deus ex machina della vittoria di Giuliano Pisapia, unico portavoce del pensiero di migliaia di cittadini.

E non solo. A sentir lui è anche il portavoce degli intimi pensieri di Giuliano Pisapia.

Un vero leader. Un condottiero che sa cosa vogliono i cittadini e che cosa pensa intimamente il loro Sindaco.

Lutero aveva Melantone, Mitterand un’intellettuale del calibro di Jacques Attali, noi abbiamo Franco “staccate la spina” d’Alfonso.

Che, bello bello, racconta da Affari Italiani a Pubblico,  che lui è il rappresentante della nuova politica, il mentore del cambiamento, il nemico giurato dei calcoli politici e dei partiti.

Ma poi, per fortuna, ci salva la storiella dello scorpione che penso conosciate tutti.

E il carattere, la vera natura del nostro ideologo viene alla luce.

E basta leggerle l’ultima intervista a “Pubblico” per capirlo.

Il nostro sta preparando una lista arancione anche se gli arancioni, quelli veri, non lo sanno. E così capiamocosa pensa della partecipazione.

Civati non gli piace perchè fa parte di un partito ma Pizzul, che milita nel Pd anche lui, va bene perchè ci porta i voti dei cattolici, e con questo ci spiega che la politica si fa con i numeri, i vecchi numeri, e non con le idee.

Cavalli? ma scherziamo, lui mica è arancione: é di Sel, che durante la campagna per Giuliano Pisapia è stata chiaramente a guardare.

E allora che si fa? Il nostro nomina la Kustermann e il gioco é fatto. Piace a lui, piacerà a tutti noi.

E siccome è il Mago Merlino in grado di ricomporre tutte le anime della politica italiana incomincia con l’espellere dal “suo” popolo arancione De Magistris, che a Napoli sta aumentando, giorno dopo giorno, i consensi.

C’è però una cosa che gli va riconosciuta. Franco “staccate la spina” non ha mai fatto mistero di come la pensa e non si è mai presentato diversamente da quello che è.

Ne sanno qualcosa gli esponenti della Lista Civica, i comitati che lo hanno incontrato, gli Assessori che non gli garbano, e il sottoscritto che si prese pubblicamente del coglione sulle pagine di Facebook.

E il popolo arancione? Quando ci riapproprieremo della nostra identità, quando ricorderemo a questo signore che noi siamo ben altra cosa, quando sveleremo questa sua usurpazione.

Giuliano, che ha sempre la nostra indiscussa stima e considerazione, si è già affrancato  da questo portavoce:

(ANSA) – MILANO, 29 OTT – ”In riferimento all’intervista di oggi di Franco D’Alfonso sul quotidiano Pubblico, voglio precisare che quelle dell’assessore D’Alfonso sono opinioni personali che non coinvolgono il Sindaco e la Giunta di Milano.

La Lombardia ha l’assoluta necessita’ di una svolta e ci sara’

il mio impegno, compatibilmente con la mia priorita’ che e’ la dedizione al governo di Milano”: lo afferma, in una nota, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia.

”L’obiettivo dell’intera coalizione di centrosinistra – spiega Pisapia – deve essere quello di creare le migliori condizioni per vincere le elezioni regionali. Sono convinto che, per raggiungere tale obiettivo, sia necessario costruire una coalizione che comprenda le forze politiche e le tante realta’

positive presenti nella societa’, dall’associazionismo, alla societa’ civile, oltre a quella cittadinanza attiva che gia’ e’

stata protagonista del cambiamento non solo a Milano ma in moltissimi altri Comuni in Lombardia. Proprio per questo e’

fondamentale lavorare per l’unita’ delle forze che vogliono il cambiamento senza alimentare divisioni”.

Adesso tocca a noi.

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