sonounpirla

Sabato mi sentivo un Pirla.

E infatti me lo sono appeso ben bene al collo.

Poi è arrivato Maroni che lo ha confermato sia a me sia alla sua imbarazzante platea.

Perché il problema non era che lui e altri quattro ( cento, mila? ), nelle sale della mia Regione, stessero facendo un convegno retrogrado e conservatore sulla necessità di discriminare, dividere, separare tutto il discriminabile, divisibile, separabile.


Il patrimonio edilizio italiano è fatiscente, obsoleto, energivoro. Il consumo di suolo e il dissesto idrogeologico hanno raggiunto livelli ormai invalicabili. Da più parti si chiede di ridurre la nuova edificazione e di indirizzare l’attività edilizia al recupero, ristrutturazione e soprattutto riconversione del patrimonio esistente, con trasformazioni e modifiche delle destinazioni d’uso che siano in grado di soddisfare le mutevoli richieste abitative o funzionali.

05bonessa37FBIntere palazzine destinate a uffici o comparti industriali dismessi sono abbandonati a loro stessi mentre il fabbisogno abitativo continua a essere ai primi posti nelle criticità delle nostre città. Riconvertili a residenziali sarebbe già una prima e buon soluzione. Ma tutto ciò può essere un buon inizio, ma non basta.

Dobbiamo Recuperare Terreno, farci restituire il maltolto o almeno una parte di tutto lo spazio che ci ha defraudato la speculazione edilizia. Per fare questo non basta ristrutturare l’esistente o richiedere a gran voce non un mq. in più, non un mc. in più. È necessario demolire e riscostruire quello che è stato dissennatamente edificato, soprattutto negli ultimi 50 anni, senza nessun rispetto per il territorio e l’ambiente.


Affrontare il giorno nuovo, con l’obiettivo di scoprire la città; non la ricerca di una brandello della città storica celato alla vista, ma di una parte in divenire che dovrebbe rappresentare il prossimo cuore pulsante di quella che si preannuncia come la Milano del futuro, ormai prossimo.


Fra pochi giorni verrà eletto un nuovo Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Milano e Provincia. Come tutti gli altri Ordini professionali si tratta di un Ente Pubblico istituito, a differenza di quella che è la percezione generale, per garantire gli utenti dei professionisti iscritti e non per rappresentarli. Per questa ragione non si tratta di un consesso privato avulso dal contesto sociale e che non incide sugli interessi e aspettative della collettività ma si tratta di un organismo che può incidere, nel suo piccolo ma neanche tanto piccolo, sulla vita di tutti i cittadini.


Se chiedessimo a un bambino di 8 anni dove trovare il PGT del Comune di Milano ci risponderebbe, con disarmante ingenuità, di andare sul sito del Comune e di digitare PGT. E avrebbe ragione: perché lì troveremmo tutti i documenti in grande formato da stampare, il regolamento e le norme collegate. Una tonnellata di file che potremmo scaricarci in 3 o 4 ore e poi, con santa pazienza leggerci e studiarci.

Peccato che da semplici cittadini non avremmo delle stampanti per questi grandi disegni e che difficilmente saremmo in grado di leggere le norme e i regolamenti.

E allora  non ci resterebbe che rivolgerci ad un professionista ed entrare, di fatto nella rete delle sue competenze, anche e solo per fare una semplicissima domanda: posso costruirmi una casa dove il nonno mi ha lasciato un piccolo terreno?


 

Da una parte ci sono gli uffici pubblici sottoutilizzati, malamente organizzati, inutilmente energivori e dispersi in ogni dove della città. Un esempio per tutti, ma ce ne sono a decine, il Palazzo della Ragioneria di piazza della Scala dove in 3800 mq di spazi sovradimensionati e inadatti lavorano un numero esiguo di dipendenti pubblici. Un palazzo, opera di Luca Beltrami (1854 -1933), di un alto valore architettonico che riconvertito potrebbe diventare un museo cittadino, così come lo è diventato quello di fronte di proprietà di una Banca. Ma si sa, i banchieri du conti li sanno fa’.