RADICAL FLOPS


RADICAL FLOP’S

Confesso che all’inizio ero un po’ preoccupato.

Tanto da sottoscrivere convintamente, – con altri “SGARZULINI” come ci ha definito un simpatico relatore – l’appello di @Lorenzodegli Esposti sulla opacità dell’iniziativa.

Ma le mie preoccupazioni sono svanite dopo la presentazione di ieri sera:

Guidati da una novella Jane Jacobs de noartri, un gruppo di architetti in cerca d’autore e dei rappresentanti della Facoltà milanesi ci hanno presentato un programma ciclopico per arrivare a ridurre le auto a Milano e aumentare un po’ gli spazi pubblici.

Il tutto chiaramente senza citare chi si accollerà i costi di queste operazioni salvifiche.

Bastava chiamare un vigile per ottenere, multando le settantamila auto in sosta selvaggia, lo stesso risultato.

Ma cosı̀
1 non si sarebbero potuto far pubblicità un gruppo di architetti socialmente impegnati ma agenti, anche inconsapevoli, alla gentrificazione della città,

2 non si sarebbero potuti far lavorare centinaia di studenti gratuitamente senza doverli minimamente citare, perseguendo una tradizione ormai centenaria degli atenei.

3 Non si sarebbe potuto ammantare di sociale e pubblico la rigenerazione immobiliare di 7 zone della città già oggetto, da tempo, della trasformazione sociale e del conseguente aumento esponenziale dei valori immobiliari.

4 Non si sarebbero potute far passare le università per salvatrici della patria quando sono, con l’aumento della loro ricettività ( e dei loro bilanci) una delle cause dell’aumento del mercato degli affitti a cui partecipano alle volte anche direttamente con i loro studentati
5 Non si sarebbe potuto far passare per eccezionale quello che un normale rispetto delle regole avrebbe ottenuto senza la grancassa degli articoli sui giornali.

6 Non si sarebbe potuto tentare di ridare legittimità a un’Ordine degli Architetti ormai squalificato e sempre più marginale nel controllo dei processi urbanistici della città grazie alla vigilanza sui comportamenti dei suoi iscritti.

7 Non si sarebbe potuto continuare nella prassi di cedere ai privati la gestione del territorio milanese.

8 Ma in ultimo, ma certamente non ultimo, non si sarebbe potuta distogliere l’attenzione dalle vicende giudiziarie che interessano l’urbanistica milanese e dalle imbarazzanti situazioni di collusione e concertazione.

Nella migliore tradizione delle prassi degli architetti, il verde è il salvifico strumento per nascondere i propri errori.